Nel Pd non mancano le sorprese in vista del 30 aprile

La corsa al voto è iniziata e nel Pd sono abili a prosciugare le energie  nel darsi battaglia tra “amici” e “compagni” piuttosto che a pensare di recuperare il terreno perduto alle ultime tornate elettorali. E’ un dato di fatto anche alla luce di quello che è successo. Sarà un caso ma il film che stiamo vedendo non si distanzia dai copioni precedenti. Il 30 aprile primarie dunque aperte che sceglieranno il leader del partito che a norma di statuto sarà anche il candidato premier. E qui nasce la prima contraddizione perchè questa opzione era valida se cambiava l’assetto istituzionale del nostro Pese. Ma visto che le cose sono rimaste com’erano, la figura del segretario candidato premier rischia di essere una forzatura.

Anche ad Arezzo tre liste in lizza che rispondono ai nomi di Matteo Renzi, lo statista di Rignano, Andrea Orlando, l’avversario scelto su misura e il prode Michele Emiliano che dopo l’infortunio subìto ballando la spizzica, ricorda molto l’impossibile missione di Enrico Toti. In casa renziana le liste hanno partorito il topolino. Il deputato Marco Donati si è impuntato a Firenze minacciando di non presentare la squadra se fosse stata candidata un’esterna, in questo caso suggerita dal Ministro Martina. La lista vede in testa il cortonese Albano Ricci, che ormai studia e parla da segretario del partito. Poi c’è Simona Neri che ha il merito di essere bella e brava. Sindaco di Pergine è nota alle cronache per la sua battaglia contro la ludopatia. A ruota la segue Enrico Casini che rappresenta l’area mancina del renzismo nostrano. Dalla Valtiberina ecco Andrea Laurenzi, già vice sindaco di Sansepolcro, da Pratovecchio spunta Serena Stefani e così via tutti gli altri. All’appello manca il nome di Andrea Cutini, che nella prima fase era stato il motore organizzativo dell’area. In casa Orlandiana c’è un altro cortonese a guidare la lista, ovvero quel Carlo Pasqui, figlio di Ilio già sindaco e consigliere regionale. Non sappiamo se sia una scelta dinastica quella fatta dagli amici del ministro della Giustizia che puntano le fiches anche su Valentina Vadi, consigliera regionale e segretaria di San Giovanni, l’unico centro dove gli orlandiani hanno strabattuto i renziani nelle votazioni interne. Spicca poi la presenza di Filippo Gallo, ex civatiano e di Valeriano Gori, un passato nel Psi. Tra gli amici di Emiliano c’è Emanuele Bani a guidare la lista. Sangiovannese, un tempo legato politicamente a Rosy Bindi, Bani rappresenta da sempre l’anima inquieta del Pd. All’appello manca Paolo Brandi che da parte sua il risultato che voleva, l’ha ottenuto, vincendo tra gli iscritti di C. Fiorentino. Il 30 aprile prepara la conferma tra gli elettori.

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