Torna in piazza il Csc. Sabato corteo per la sanità pubblica ad Arezzo.

Se le manifestazioni in piazza sono sempre meno frequenti come strumento di protesta è anche da sottolineare che ancora, insieme allo sciopero di intere categorie strategiche, se fossero davvero partecipate, rimarrebbero degli eventi straordinari di eccezionale visibilità.Oggi poi, affiancate dalla tecnologia digitale, si può raddoppiarne le potenzialità con dirette sui Social network, anche attraverso l’informazione in tempo reale, dal basso, dei cittadini.In Italia le realtà di protesta popolare nelle vie cittadine paiono in via di estinzione, tanto che anche i maggiori sindacati sembrano improvvisamente scomparsi dal panorama pubblico di tutela e di lotta per i diritti dei cittadini e dei lavoratori. Da nord a sud si vive e si muore, di suicidio per mancanza di lavoro, di violenza, di rifiuti tossici, di malasanità ma non si protesta più attivamente – determinati ma pacifici – per ciò che dovrebbero essere dei diritti di base, come sancisce la Costituzione Italiana.Eppure le occasioni non mancherebbero davvero, considerando i mille problemi dell’Italia attuale e le ricorrenze internazionali, 365 giorni all’anno, sulle tematiche più importanti come l’acqua alle più curiose o goderecce come quella per la carbonara.Il prossimo fine settimana, esattamente sabato 7 aprile, sarà in calendario una ricorrenza internazionale che prevede una questione piuttosto impellente, la lotta contro la Commercializzazione della Salute e la privatizzazione della Sanità Pubblica, argomento dibattuto su più fronti, con numerose sfaccettature e molti risvolti grigi.Per l’occasione, grande festa in casa del Comitato per la Salute Casentinese che ha organizzato una manifestazione cittadina nella città di Arezzo dalle ore 10.00, con percorso Questura –Prefettura. Come ormai noto, il CSC sta portando avanti da tempo un percorso di mediazione per la tutela dei diritti dei lavoratori delle dipendenti delle Residenze Sanitarie Assistenziali della provincia, a partire da quella di Stia, in gestione alla cooperativa Agorà, una delle più grandi d’Italia, che non percepiscono le retribuzioni in maniera adeguata e regolare, provocando disagio e sdegno, nonché agitazione e sfiducia. Carlotta Balzani, portavoce del CSC sempre in prima linea, spiega le motivazioni della manifestazione: << Finalmente siamo ad un punto molto importante della nostra battaglia e questa giornata internazionale è un’occasione imperdibile di protesta pubblica, alla quale invitiamo tutta la cittadinanza a partecipare. La sanità e la sua commercializzazione a scopo di lucro lede in maniera intollerabile i diritti civili dei cittadini tutti e della categoria dei lavoratori di riferimento. Nel caso specifico che stiamo trattando, recentemente approdato anche al Consiglio Regionale con l’istituzione di un tavolo di discussione per una risoluzione, si può facilmente dimostrare che la Commercializzazione della Salute e la privatizzazione Sanità Pubblica può essere facilmente comprovata, utilizza i finanziamenti pubblici e se ne infischia dei diritti dei lavoratori, nonché dei tributi dei cittadini in cambio del diritto a ricevere una sanità pubblica di qualità, onesta e trasparente>>.Il percorso scelto, da piazzale del Rossellino, passando per la Questura e terminando alla Prefettura, ha un valore altamente simbolico, indicando la trasparenza, la legalità. Come spesso sottolineato da CSC, la cooperativa Agorà, nonostante gli utili, lascia sempre in secondo piano i lavoratori e i loro diritti, puntando a nuovi investimenti, trascendendo la natura sociale stessa della cooperativa.Una manifestazione pubblica a sostegno di quei dipendenti bistrattati e lasciati in mano a gruppi sindacali che perdono tempo prezioso a battibeccare tra di loro, senza un cammino comune di tutela.Gli stessi lavoratori che non potranno partecipare apertamente alla lotta, vittime talvolta di ricatti nell’ambiente di lavoro..Molte le adesioni politiche alla manifestazione di protesta : MS5, Lega, Si -Toscana Sinistra, Lista del Popolo per la Costituzione e i sindacati UGL e UIL.Il diritto alla salute è di tutti tanto quanto dovere di tutti sarebbe la partecipazione attiva della cittadinanza per la sua tutela. Quindi l’invito è ovviamente a partecipare numerosi, per sostenere i diritti di questi specifici lavoratori, ma indirettamente i diritti di tutti i cittadini.Ai cittadini di Arezzo si chiede di mostrare solidarietà per i lavoratori e di scendere in piazza al loro fianco.E’ l’ora di reagire, è l’ora di denunciare, è l’ora di cambiare.

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