La mostra di Aceves “Lapidarium”

I cavalli di Gustavo Aceves in mostra a Arezzo. Dal 16 giugno al 14 ottobre, la città toscana ospita Lapidarium: dalla parte dei vinti, una delle tappe fondamentali del suggestivo progetto itinerante e in continua evoluzione a cui l’artista lavora dal 2014. Un’esposizione imponente con opere realizzate in pietra, bronzo, resina, legno e altri materiali che verranno allestite in più luoghi del centro storico aretino (San Francesco, Sala Sant’Ignazio, Sagrato del Duomo, Piazza Vasari, Fortezza Medicea), sull’idea del viaggio, della migrazione.  il suo Lapidarium propone statue dedicate al cavallo, simbolo che evoca il movimento, lo spostamento. Come nei classici lapidari museali, dove sono conservati frammenti di opere antiche con cui ricostruire la storia, anche l’opera di Aceves è caratterizzata dal “frammento”, elemento attraverso il quale ciascuno può recuperare le radici della propria storia.Il viaggio dei cavalli di Aceves è il viaggio dei popoli migranti, una tema di grande attualità, ma che in assoluto caratterizza ciclicamente l’intera storia dell’umanità. I suoi cavalli itineranti sono mutilati, scheletrici, sopravvissuti: una sorta di monumento equestre inverso, dedicato non ai vincitori ma ai vinti, agli antieroi di ieri, di oggi, di sempre. Ancora una volta la Fortezza si conferma quale luogo privilegiato per la scultura, ospitando le straordinarie opere di Gustavo Aceves in una mostra di grande suggestione artistica e di fortissimo impatto emotivo. – commenta il sindaco Alessandro Ghinelli – Siamo di fronte ad un artista tra i più importanti a livello internazionale, e siamo di fronte alla sua narrazione monumentale e in continuo divenire, dei dolori della storia rievocati da imponenti sculture equestri mutilate. Sono opere che raccontano le diaspore ma che al contempo, riflettono sul rapporto che da millenni lega l’uomo al cavallo, insostituibile compagno di esplorazioni e conoscenza. Opere che trovano spazio non soltanto tra le mura medicee ma anche nelle strade e piazze del centro storico”. 

Condividi l’articolo

Vedi anche: