Caro La Cava lei merita un monumento

Diciamolo con tutta franchezza,  Giorgio La Cava è il nostro Mbappe. Inutile fare giri di parole, quello che ha fatto lui, con il suo gruppo più stretto di collaboratori, non solo merita rispetto, ma il plauso convinto di una piazza che oltra la passione, stenta ancora a credere quello che sta vedendo. E invece è tutto vero. Quello che la piazza ha fatto dal 15 marzo scorso, l’opera di mobilitazione di Orgoglio Amaranto, il ritorno di Ermanno Pieroni e la comparsa sulla scena di un presidente che con i suoi modi naif, trasmette passione ed entusiasmo, ci offre una dimensione diversa alla ripresa dell’attività stagionale. Se l’intervista di Carrara rappresenta il suo biglietto da visita, quello che è stato fatto dopo, conferma come La Cava sia una persona seria, che usa dei metodi che vanno oltre il formalismo in un mondo che pullula di furbetti e quaquaraqua. Abituati ad avere a che fare con i “rubbagalline” ci sembra di vivere in un’altra dimensione. E’ vero, l’addio di qualche senatore ha lasciato il segno, ma per un Moscardelli che parte, siamo certi che presto avremo un degno sostituto per continuare ad inseguire un sogno. La Cava è il collant di questa svolta che ha restituito la dignità al vecchio cavallino. Avanti così!

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