Lo Stato ci fa informare soltanto delle bischerate

Quando la banca cambia in modo sfavorevole per il cliente alcune condizioni del conto corrente, siano gli interessi siano le spese, è obbligata ad informare per lettera. Infatti spesso più volte in un anno arrivano a casa dei plichi pieni di carta per informarci di cose senz’altro importanti ma non fondamentali. Non è che cinquanta centesimi in più di spese cambiano la vita a nessuno. Eppure lo Stato ha imposto questo obbligo. Ebbene, e vengo ai nostri risparmiatori espropriati della vecchia Banca Etruria, siano essi obbligazionisti subordinati, siano essi azionisti. Come sappiamo tutti coloro che hanno acquistato questi titoli erano convinti di fare un acquisto privo di rischio. Ed avevano ottime ragioni per pensarlo, visto che non era mai capitato nell’ultimo secolo che specialmente le obbligazioni bancarie si evaporassero come nebbia al sole. In quanto lo Stato in un modo o in un altro era intervenuto, o sarebbe sempre potuto intervenire. Per la semplice ragione che non era proibito. Insomma un intervento di salvataggio dello Stato non era obbligatorio, ma era sostanzialmente sempre avvenuto. Eppure con quattro righe nella Gazzetta Ufficiale della Comunità europea casualmente del 1° agosto del 2013, è stato proibito l’intervento dello Stato. Cioè lo Stato non potrebbe più salvare all’occorrenza obbligazionisti subordinati ed azionisti. Ovviamente dopo che la Germania ha giustamente salvato con centinaia di miliardi di euro di denaro pubblico le proprie banche. Salvataggi che Germania ha fatto prima e dopo il 1°agosto 2013, alla faccia dei nostri risparmiatori. Quindi della scelta politica per la quale  i nostri risparmiatori azionisti ed obbligazionisti subordinati potevano andare in malora non è stato comunicato niente. A meno che non si voglia ritenere che i risparmiatori leggano la Gazzetta ufficiale della Comunità europea. Insomma si fanno inviare pacchi di carte per informare di mezzo euro in più di spese, e si tace omertosamente quando dei titoli comprati dai risparmiatori convinti della loro solidità diventano rischiosissimi. Come purtroppo abbiamo sperimentato. Questa è l’ennesima prova che lo Stato non ha saputo tutelare i risparmiatori espropriati della vecchia Banca Etruria, e delle altre banche. Ed avendo tradito l’obbligo costituzionale di proteggere il risparmio lo Stato dovrà integralmente rimborsarli, siano essi obbligazionisti subordinati siano essi azionisti. Tutti e di tutto.

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