Premio Diari prima giornata

Un viaggio nelle due Guerre, dalle trincee del ’15-’18 alle lotte per la Liberazione, seguendo le tracce lasciate nero su bianco su diari, lettere e memorie da tanti italiani che, con le loro piccole storie, hanno scritto la Grande storia. E’ quanto propone il XXXI Premio Pieve Saverio Tutino che si svolgerà da domani, venerdì 18, a domenica 20 settembre a Pieve Santo Stefano (Arezzo).

Questa edizione è dedicata a due anniversari:quello dell’ingresso dell’Italia nella Grande Guerra (cento anni fa), e quello della Liberazione dalle truppe nazifasciste (70 anni fa). Tre giorni nei quali si concentreranno oltre 20 eventi: dai workshop alle mostre, dalle presentazioni di libri e pubblicazioni alle premiazioni, per poi arrivare al culmine della manifestazione, domenica, con la presentazione degli otto diari finalisti, la premiazione e l’attribuzione del Premio Città del diario a al giornalista e scrittore Carlo Lucarelli.

Domani sarà il giorno dell’attribuzione di un premio speciale, il Premio Tutino Giornalista. A riceverlo (ore 17,30 – Logge del Grano) sarà Nicolò Giraldi, giovane giornalista autore di un avvincente reportage di viaggio attraverso le strade della Prima Guerra Mondiale e con il suo lavoro “offre un contributo prezioso e innovativo per la conservazione della memoria collettiva”.

E sempre nel pomeriggio (ore 18,30 Logge del Grano) si svolgerà la presentazione del numero 29 della rivista Primapersona, dal titolo “La guerra è fi nita” (Forum, 2015). “L’Italia saluta i liberatori e vede, finalmente, tedeschi e repubblichini battere in ritirata. Troppe ferite e perdite si sono succedute nei cinque interminabili anni della guerra. Tanti dei protagonisti diretti o indiretti di quelle vicende hanno trasformato le loro vicende in scrittura. Primapersona ripercorre quel periodo attingendo al corposo materiale relativo presente nell’Archivio dei diari”. Parteciperanno all’incontro Duccio Demetrio, Patrizia Gabrielli e Stefano Pivato. Letture di Andrea Biagiotti e Grazia Cappelletti

La manifestazione domani si aprirà con una serie di tagli del nastro. Quattro le esposizioni che saranno inaugurate: Una manciata di muri e tetti (Logge del grano ore 16,30) con immagini dell’Archivio Fotografico Livi datate 1944, quando di Pieve Santo Stefano distrutta dalle bombe non erano rimaste che macerie. I tesori dell’Archivio (Palazzo Pretorio, ore 17) a cura di Cristina Cangi, mostra nella quale sono esposti i più bei manoscritti arrivati a Pieve nell’arco degli ultimi 12 mesi.

Taglio del nastro anche all’interno del Piccolo museo del diario, in questa edizione del Premio Pieve che apre squarci sulle memorie della Liberazione si è deciso di ospitare in una parete di cassetti del nostro museo, voci e immagini del periodo ’43-‘45 che rappresentano i mesi cruciali del secondo conflitto mondiale in Italia prima della Liberazione.

Ultima in ordine cronologico, perché prevista per le 23 (in via Roma), l’inaugurazione della mostra European memories ReGeneration, uno spazio di pura creatività che l’Archivio ha offerto ad un gruppo di giovani italiani, portoghesi e tedeschi, protagonisti del progetto “Through the memories” per esprimersi e confrontarsi con il pubblico del Premio Pieve 2015.

Il Premio Pieve Saverio Tutino è anche workshop: quest’anno il tema è “Interpreti della memoria. Le idee, le scelte, le scommesse, i percorsi professionali di quattro protagonisti delle commemorazioni”. Quattro le sessioni divise tra venerdì e sabato, che avranno per relatori Federico Cataldi (regista e documentarista), Giustino Finizio (giornalista cinematografico); Marco Mondini (ricercatore all’Istituto Storico Italo Germanico-FBK di Trento) e Anna Villari (Storica dell’Arte).

E la serata sarà dedicata allo “Speciale Grande Guerra”, con la proiezione del film di Ermanno Olmi “Torneranno i prati” (ore 21,30, Teatro Comunale).
 

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