Bertola ad Ansa: “Ubi non compra solo la banca ma anche un territorio”

«Ubi, un gruppo solido e importante, non compra solo una banca ma un territorio». Roberto Bertola, ad dell’istituto aretino, il giorno dopo il via libera all’acquisizione delle tre ‘good bank’ da parte di Ubi, è soddisfatto e sicuramente più sereno. «È stato un passaggio decisivo: ora avviamo la fase che ci porterà al closing dell’operazione entro qualche mese. Etruria, Banca Marche e Carichieti saranno costole di un grande gruppo», aggiunge. Bertola non è preoccupato per quelli che, nelle ultime settimane, qualcuno aveva indicato come problemi: la perdita del marchio e i possibili esuberi. «Di strada nell’ultimo periodo – continua l’a.d -, ne abbiamo fatta molta, si è lavorato con i sindacati e attivato il fondo esuberi. Oggi abbiamo una struttura snella, l’età media del nostro personale è 45 anni, sotto la media nazionale, e ciò dimostra il lavoro fatto. Inoltre Ubi ha sempre dimostrato un’attenzione particolare nelle relazioni con il personale e, in più, io confido molto nella voglia di riscatto dei miei colleghi, nello spirito di rivalsa già emerso in questi mesi. Tra tutti, per i motivi politici ben conosciuti, noi siamo quelli che hanno pagato di più». Per il marchio «non credo sarà un problema anche per quanto, in modo in parte ingiustificato, abbiamo subito. Non lo sarà per le istituzioni con le quali ho avviato un confronto ormai da tempo che, spero, sarà sempre più attivo. All’interno, poi, credo proprio di no anche per quello che dicevo prima: la voglia di rivalsa è forte». Bertola confessa che all’inizio era preoccupato («comunque riaccetterei l’incarico come servizio al Paese anche se ho trovato una situazione più difficile di quella che immaginavo») e «la speranza sembrava dovesse essere riposta nell’interesse di un unico gruppo per le quattro banche. In una seconda fase, per la verità, ho visto che su di noi poteva esserci singolarmente perché sono stati apprezzati i fondamentali, il legame con il territorio e la particolarità dell’essere legati al mondo dell’oro, che è uno dei settori del Made in Italy. Ma sono contento dell’operazione fatta con Ubi». Per quanto lo riguarda assicura che resterà per fare il ‘traghettatorè, «sono abituato a finire il lavoro iniziato. Poi, almeno per un pò, voglio tornare a fare il nonno. Dopo vedremo», conclude.(ANSA). 

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