UNA PESSIMA PUBBLICITA’PER AREZZO

Nessuno, dicasi nessuno,  avrebbe voluto una pubblicità così negativa per Arezzo, a cominciare dalle migliaia di piccoli risparmiatori che nel dare fiducia alla banca  degli aretini, come era chiamata una volta Banca Etruria, saranno costretti a trascorrere il Natale con evidenti problemi economici in più. Si dice che a Natale bisogna essere tutti più buoni: giusto principio se tutto ciò non cozzasse con una realtà a tinte drammatiche e che rischia di non arrestarsi più. Perchè ogni giorno che passa se ne scoprono sempre di nuove, anche attraverso i media nazionali.Un vero tormentone, con il risultato che anche l’immagine di Arezzo ne esce letteralmente devastata. E, conseguentemente, la rabbia degli aretini aumenta, com’è normale che sia.

Vengono così alla luce (si fa per dire) poteri e segreti di una città di cui francamente la stragrande maggioranza degli aretini ignorava. Tante storie  dove nulla manca: dai giochetti politici,la massoneria, l’Opus Dei e anche la P2. Insomma, Arezzo, per chi legge o segue le tv nazionali, viene descritta come il crocevia di vicende misteriose e di lotte di potere.

Francamente l’aspetto scandalistico di Banca Etruria, visto ciò che che è successo, basta per farsene una ragione. Una vicenda triste e  dolorosa dove, è bene sempre ricordarlo, le vere vittime sono soprattutto  gente comune le quali ora chiedono giustamente di essere risarcite. Anche se poi dovrà essere la magistratura a dire la sua, fare interamente la sua parte nel rispetto della legalità.

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