Delitto del fiume: condannato a 16 anni Piter Polverini

Sedici anni per il delitto del fiume. E’ questa la sentenza del giudice Ponticelli dopo aver sentito le parti nell’ultima seduta che si è svolta in giornata. Poco prima delle 16 il verdetto che potrà essere appellato.   Piter Polverini trascorrerà in carcere questo tempo dove avrà modo di riflettere su tutto quello che è accaduto in quella notte estiva dove un momento di ira ha portato alla morte di una ragazza che aveva i suoi problemi, ma che non meritava certo la barbara fine che ha fatto. Un delitto orribile, frutto di un atto di estrema crudeltà. Nel corso del dibattimento sono stati ricostruiti i particolari agghiaccianti della vicenda che è sfociata nella lite per 10 euro, tanto ammontava l’entità del rapporto amoroso che era stato prenotato nell’incontro in un bar in via Aggiunti a Sansepolcro. Le indagini dei carabinieri di Sansepolcro, con il supporto del nucleo investigativo di Arezzo, portarono ad individiare ben presto l’unica pista utile, quella lasciata da un fotogramma di una telecamera posta a pochi metri dal luogo del contatto tra i due, la piazza delle piscine. Piter per due mesi è stato tranquillo. Tutte le mattiva si recava ad Arezzo al suo posto di lavoro di una agenzia di scommesse. Un comportamento irreprensibile il suo. Poi davanti al fatto compiuto nei pressi del ponte del Diavolo sul Torrente Afra, è crollato di colpo ed è venuta fuori una storia di ordinaria miseria umana che ha messo alla ribalta un rapporto torbido e senza sentimenti. Le richieste della procura sono state maggiorate rispetto al passaggio iniziale. E’ evidente che la perizia presentata da Yulia Maggiore ha presentato una lettura tecnica ben diversa da quella fatta dalla difesa. 

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