Una mostra di livello. Quei cavalli esaltano la coesione e l’integrazione

Bella. E’ questa la sintesi di un profano che ammira le opere d’arte con la coscienza del turista medio. Costa 3 euro? Non è uno scandalo. La spesa è accesibile e serve in parte a ripagare dei costi “vivi” che sono davanti agli occhi di tutti. Lapidarium di Gustavo Aceves fa volare alto Arezzo, esalta un luogo bellissimo e ancora poco valorizzato. Insomma ci regala una dimensione diversa. Ha ragione ad essere soddisfatto il Direttore della Fondazione Roberto Barbetti. C’è da essere orgogliosi se questo artista messicano che abita e lavora in Toscana, ha optato per la Fortezza dopo avere esposto in piazze di ben altra dimensione. Per Arezzo una grande attrattiva, un valore aggiunto che ben si integra con gli spazi e i luoghi scelti. Le opere esposte in Sant’Ignazio sono il fiore all’occhiello di una esposizione che tocca la punta massima proprio in Fortezza. Un anno fa ci ponemmo il quesito. Migliorare prima Theimer poi Ugo Riva sarà possibile? La risposta arriva adesso. Facciamo in modo di non sciupare tutto con polemiche sterili. Caso mai è sfuggito il vero messaggio che c’è dietro le opere del maestro messicano. Un messaggio di integrazione e coesione. Visti i tempi di sovranismo anche culturale, strisciante, rileggere la contemporaneità non è che faccia poi male.

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