Giornata nazionale della legalità, troppi aretini acquistano prodotti contraffatti

Oggi (martedì 26 novembre) Confcommercio ha celebrato la Giornata nazionale “Legalità ci piace” in Valdarno, insieme ai quadri dirigenziali delle delegazioni di Montevarchi e San Giovanni. Dall’indagine su contraffazione e abusivismo realizzata da Confcommercio e Format Research emerge che il 32,1% degli aretini acquista consapevolmente prodotti contraffatti, soprattutto abbigliamento (47%). Di questi il 54,8% sono donne dai 35 anni in su. Catiuscia Fei, vicedirettrice Confcommercio Arezzo: “l’illegalità danneggia tutti, erodendo i ricavi delle imprese si frena lo sviluppo e l’occupazione”Tre aretini su dieci (32,1%) ammettono di aver consapevolmente acquistato nel 2019 prodotti contraffatti, soprattutto abbigliamento (47%), alimentari (45%) e scarpe e calzature (31%), ma addirittura anche farmaci (sul web, +1,0% rispetto al resto d’Italia).È quanto emerge dall’indagine realizzata da Confcommercio e Format Research per fare il punto sui fenomeni della contraffazione e dell’abusivismo, diffusa oggi (26 novembre 2019) nell’ambito della settima Giornata nazionale “Legalità ci piace”. Una iniziativa con cui l’associazione di categoria cerca di accendere i riflettori sul peso che illegalità ha sulle imprese e sui professionisti dei settori commercio, turismo e servizi.In provincia di Arezzo Confcommercio ha celebrato la Giornata della legalità in Valdarno con un incontro dei suoi quadri dirigenziali delle delegazioni di Montevarchi e San Giovanni Valdarno, alla presenza dei presidenti di zona Federica Vannelli e Paolo Mantovani e della vicedirettrice provinciale Catiuscia Fei. La presidente di Confcommercio Toscana Anna Lapini era invece a Roma nella sede di Confcommercio nazionale insieme al presidente Carlo Sangalli, in virtù del suo incarico di delegata alla sicurezza e legalità per l’organizzazione di categoria.Nel corso dell’incontro provinciale sono stati illustrati i risultati della ricerca nella macroarea del Centro, dove il dato sugli acquisti fake in Centro Italia è Leggermente superiore a quello nazionale (30,5%).Chi acquista illegale lo fa perché lo considera «un buon affare» (78,8%, percentuale superiore al dato nazionale del 68%) e per motivazioni di natura economica (73% contro il 70% del dato Italia). Questo nonostante sia consapevole dei rischi che corre, in termini di sanzioni amministrative ma anche di pericoli per la salute e la sicurezza: la percentuale dei consumatori del Centro che ritengono rischioso acquistare prodotti o servizi illegali è infatti superiore alla media nazionale (95% rispetto al 91,4%). L’identikit del consumatore «illegale» nell’aretino rivela che e? in prevalenza donna (54,8%), dai 35 anni in su, ha un livello d’istruzione medio-basso (per il 49,9%), e? soprattutto impiegato, pensionato o disoccupato (per il 72,4%).La ricerca di Confcommercio ha poi sondato la percezione delle imprese al riguardo dei fenomeni criminali. Il 61% se ne sente danneggiato. Tra quelli percepiti maggiormente in aumento ci sono l’abusivismo (46%, molto più elevato del dato nazionale del 34%), i furti (33,1%, leggermente più alto del dato nazionale del 29%) e la contraffazione (32%, poco inferiore al dato nazionale del 34,8%). La concorrenza sleale (57%, leggermente inferiore al dato Italia) e la riduzione dei ricavi (33,8%, leggermente inferiore al dato nazionale) sono gli effetti ritenuti più dannosi. Entrambe le percentuali sono leggermente inferiori al dato nazionale.Il 73,6% delle imprese del commercio al dettaglio è stato vittima almeno una volta in passato di un episodio di taccheggio. La percentuale è più elevata rispetto al dato nazionale del 69,3%. Le imprese del Centro che lamentano un aumento del fenomeno del taccheggio sono il 32%, percentuale decisamente superiore rispetto alla media nazionale del 24,1%. Il 45% degli esercizi commerciali si è dotato di misure anti-taccheggio (il dato è decisamente inferiore rispetto alla media nazionale del 55,8%), di cui il 38% di dispositivi anti-taccheggio e il 21% in formazione del personale.“Quello che più colpisce e? l’ancora scarsa percezione da parte dei consumatori che l’illegalità danneggia tutti perché erodendo i ricavi delle imprese frena lo sviluppo e l’occupazione. Dobbiamo promuovere l’educazione alla legalità fra i più giovani e nelle famiglie, perché questa battaglia diventi patrimonio comune”, ha detto la vicedirettrice della Confcommercio aretina Catiuscia Fei. “Abusivismo e contraffazione non sono ‘peccati veniali’, ma vere e proprie piaghe che minano alle basi la nostra economia, sovvertono i principi della libera concorrenza, fiaccano gli imprenditori onesti che rispettano le leggi”, hanno aggiunto i presidenti delle delegazioni valdarnesi Vannelli e Mantovani, “non può passare la sensazione che l’onesta non paghi, per questo sosteniamo il delicato lavoro delle forze dell’ordine e ci mettiamo a loro disposizione perché la lotta ai reati di qualsiasi genere sia portata avanti con decisione”.

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