Il calcio si ferma per la morte di Davide Astori

Per una volta il circo si è fermato. Di solito in questi casi lo spettacolo continua, ma stavolta hanno fatto bene tutti a fermarsi perchè l’improvvisa morte di Davide Astori, ha lasciato non solo il mondo del calcio senza parole. Il fatto è noto. La Fiorentina era in ritiro a Udine dove stava preparando la partita che nel pomeriggio avrebbe dovuto disputare contro la formazione friulana. Tutti sono a fare colazione meno lui. Se ne accorge mister Pioli che manda un addetto della società a sincerarsi del motivo del ritardo. La porta è chiusa. Viene più volte chiamato. Alla fine con un pass partou riescono ad entrare in camera per la macabra scoperta. Uno choc. Una pugnalata al cuore per tutti. La Fiorentina sgomenta si trincera nel suo dolore. La notizia si diffonde rapidamente e arriva fino ai vertici del calcio nazionale. Il Presidente del Coni chiama il commissario della federcalcio che decide per la sospensione della giornata. In contemporanea a Genova stava per iniziare l’anticipo delle 12.30 tra Genoa e Cagliari. I giocatori saputa la notizia si sono subito fermati. Sotto choc quelli del Cagliari visto che Astori fino a due anni fa era stato il punto di forza della squadra sarda. Davide aveva 31 anni. Cresciuto nel Milan, aveva iniziato la sua carriera in serie C tra Pizzighettone e Cremonese. Poi il salto a Cagliari dove ha il modo per affermarsi e arrivare anche in Nazionale. Anzi proprio con la maglia azzurra segnò una rete che rinverdì in sardegna  i fasti azzurri di un certo Gigi Riva. Poi il trasferimento a Roma e quello successivo a Firenze dove aveva collezionato 91 presenze. Difensore aitante, ottimo nel gioco aereo, era tra i più corretti. Sarà difficile per tutti accettare la sua morte. David Astori parlava con i fatti. Se ne è andato nella notte colpito da un destino inesorabile.

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