Crac Etruria, la difficile posizione di Maria Elena Boschi

Le dichiarazioni di Vegas, ex presidente della Consob, quello di ieri era il suo ultimo giorno, hanno avuto il valore dei missili del nord coreano Kim. Il bersaglio è stato colpito. Della serie: muoia Sansone con tutti i Filistei. Il bersaglio resta Maria Elena Boschi che con il default di BancaEtruria  (e delle banche varie) non c’entra nulla. Ma politicamente resta quella che paga il dazio più alto. E di riflesso non ne beneficia neanche il suo partito che proprio sulla guerra agli organi di vigilanza, aveva fatto un cavallo di battaglia per scaricare le colpe cadute sul Governo Renzi dopo il decreto del 22 novembre 2015. Non è certo facile la posizione del Ministro di Laterina. Quando venne messa in stato di accusa dalla mozione di sfiducia del Movimento Cinque Stelle, asserì di non essersi mai interessata delle vicende della banca dove il padre era vice presidente. Invece si scopre che qua e là, certi passaggi ci sono stati. L’ad. Ghizzoni, al centro di un contezioso giudiziario tra la Boschi e il giornalista De Bortoli, dovrà dire ancora la sua versione dei fatti. Non c’è dubbio che quello che ha detto Vegas non favorisce la posizione del Ministro. A condire la situazione non dimentichiano gli attacchi della stampa di tendenza che sulla questione è tornati a fare pressing. Il dilemma è uno solo: la Boschi non si dimette e respinge al mittente le accuse. L’opposizione non molla la presa. Il caso Etruria è diventato il caso Boschi. Un po’ troppo per dirimere una vicenda che condizionerà la prossima campagna elettorale. E se fosse Gentiloni a chiedere al suo sottosegretario di fare un passo indietro?

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