Martina Rossi, altre due udienze prima dello stop autunnale

Studentessa genovese morì cadendo dal sesto piano di un hotel di Palma de Majorca nell’agosto 2011, si torna in aula altre due volte prima dello stop estivo. Lo ha deciso il Gup del Tribunale di Arezzo Piergiorgio Ponticelli al termine dell’udienza pomeridiana di oggi che doveva decidere circa le eccezioni sollevate dagli avvocati Buricchi e Baroni che difendono i due ventenni aretini indagati per la tentata violenza e la morte in conseguenza di altro reato di Martina Rossi, ventenne all’epoca dei fatti. Le due eccezioni riguardavano l’inutilizzabilità delle intercettaizoni a carico dei due ventenni il “ne bis in idem” internazionale essendo il caso già stato archiviato come suicidio in Spagna. Il Gup ha respinto la prima, per esaminare la seconda sarà invece necessaria la traduzione dallo spagnolo delle sentenze di archiviazione depositate dall’avvocato baroni. L’otto giugno sarò affidato l’incarico per la traduzione della rogatoria internazionale che riguarda l’interrogatorio della cameriera dell’hotel che ha sempre sostenuto la tesi del suicidio. Il 10 luglio invece si tornerà in aula per la trascrizione delle intercettazioni prima di aggiornare il processo all’autunno. Secondo il procuratore capo della Repubblica di Arezzo che sostiene l’accusa Martina Rossi avrebbe cercato di scavalcare il balcone della stanza dei due ragazzi dove si trovava ad aspettare le amiche, per sfuggire alla violenza. Secondo i due ragazzi si sarebbe trattato di suicidio. Gran parte del castello accusatorio si basa proprio sulle intercettazioni ambientali a carico dei due ragazzi che, nel 2012, quando il caso fu riaperto a Genova, lasciati da soli in una stanza attrezzata con una microspia iniziarono a parlare della morte della studentessa. In particolare sarebbero emersi alcuni particolari fino a quel momento mai emersi su un presunto tentativo di violenza sessuale.

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