No ai cassintegrati “manovali”

Dura presa di posizione dei Popolari per Arezzo controla sortita del vice sindaco Gamurrini sull’utilizzo dei cassintegrati per i lavori socialmente utili. “Si tratta di uan proposta penalizzante e riduttiva”. I Popolari in una nota ispirata da Luigi Scatizzi (che vediamo nella foto con Andrea Gallorini e Marco Grasso) puntano alla ricollocazione lavorativa diversa e puntano alla creazione di un albo di cittadinanza attiva.

 

Di seguito la nota dei Popolari:

I cassaintegrati non possono diventare la manovalanza del Comune di Arezzo. A sostenerlo sono i Popolari per Arezzo che, pur riconoscendo l’importanza dei cittadini nella cura e nella manutenzione dei luoghi pubblici, ritengono penalizzante e riduttiva la proposta avanzata nei giorni scorsi dall’assessore Gamurrini. L’esponente della giunta ha infatti dichiarato di voler proporre un impegno volontario in lavori per la città per coloro che sono in cassa integrazione, in mobilità o percepiscono il sostegno di disoccupazione. Una forma di opposizione arriva dai Popolari per Arezzo che invitano l’amministrazione a non svilire le figure sopra elencate ma a strutturare un progetto complessivo che conduca ad una ricollocazione lavorativa per chi ha prestato il proprio servizio e che porti alla creazione di un “Albo di Cittadinanza Attiva”. «L’idea avanzata dall’assessore – afferma Giovanni Grasso, vicepresidente dei Popolari per Arezzo, – sembra paragonare i cassaintegrati e i disoccupati a coloro che vengono condannati ai lavori socialmente utili. Queste persone percepiscono le indennità per un periodo limitato e con l’obiettivo di riqualificarsi e di trovare una nuova occupazione, non per lavorare gratuitamente per l’amministrazione». Nonostante questo, il progetto potrebbe acquistare maggior valore se l’amministrazione si assumesse l’onere di ricollocare lavorativamente coloro che hanno scelto di collaborare in opere utili alla collettività. Altri aspetti da definire riguardano la formazione, le forme di assicurazione contro gli infortuni, e i bonus per le prestazioni svolte. Una proposta potrebbe essere, infatti, che il compenso per queste opere di manutenzione dei beni comuni consista in una riduzione delle tasse comunali. I Popolari per Arezzo sostengono allora l’importanza di istituire un “Albo di Cittadinanza Attiva” che, attraverso corsi di formazioni, possa riunire non solo i cittadini con un momentaneo disagio lavorativo ma tutti coloro intenzionati a dedicare il proprio tempo alla manutenzione della città. Questa formula, adottata da comuni come Napoli e Massarosa, permetterebbe di creare associazioni con specializzazioni e competenze non occasionali ma durature da utilizzare per i bisogni della città: dalla pulizia e dal decoro delle aree verdi, delle strade comunali, delle piazze e dei marciapiedi, fino a lavori di manutenzione ordinaria per gli edifici comunali come scuole e impianti sportivi. «Singoli cittadini o associazioni di volontariato – continua Grasso, – possono svolgere piccoli lavori di interesse pubblico. Questo Servizio Civico Volontario rappresenta una preziosa opportunità per la città e per il territorio, ma dovrà necessariamente essere retribuito in forma indiretta attraverso la riduzione delle tasse comunali».

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