Teatro Spina di Castiglion Fiorentino, arriva Riccardo Goretti

Da un evidente paradosso, nasce un racconto spontaneo che ha come scopo proprio quello di annullare il paradosso iniziale. Come si può accettare che la persona che vi parla sia anche sua nonna, suo padre e sua madre? Forse la risposta si può trovare seguendo il filo dei ricordi, dondolando in bilico sugli anni passati che sembrano sempre presenti. Tutti noi non siamo solo il nostro corpo. Abbiamo cellule, sangue, capelli, occhi che sono le cellule, il sangue, i capelli e gli occhi di chi ha compiuto l’atto eroico di creare un’altra vita dalla propria vita. Un monologo semplice e diretto, per raccontare il passaggio di testimone da donna a uomo a donna a uomo, nel secolo che ha visto i suoi anziani diventare vecchi in uno schioccar di dita, i suoi bambini perdere un’infanzia mai avuta, i suoi trentenni arrabbiarsi con la generazione precedente per farci pace solo una volta preso il loro posto.

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