Gradassi presenta il libro su Gnicche all’Aurora

“Ai pochi aretini che ne sanno, ai molti che credono di saperne e a tutti quelli che non ne sanno nulla”: con questa dedica, posta in esergo del libro, lo storico e ricercatore Enzo Gradassi ci introduce subito alla scoperta della figura del bandito aretino Gnicche (Federigo Bobini,1845 – 1871), che spesso abbiamo conosciuto in maniera superficiale e non obiettiva, grazie all’alone di mito e leggenda che circonda la sua figura.Gradassi invece si affida agli atti giudiziari, ai verbali, agli articoli di stampa e come suo solito svolge le ricerche del proprio saggio in maniera precisa ed esemplare, cercando di attingere alle fonti storiche più attendibili. Ecco allora che il mito di Gnicche, depurato dalla ridondante aneddotica popolare e dalla fascinazione di chi lo aveva descritto come un Robin Hood locale “che ruba ai ricchi per dare ai poveri” (o un impenitente rubacuori), torna ad essere quello che realmente era: un giovane sciagurato divenuto bandito quasi per caso ed entrato in un vortice di violenza troppo grande per lui.

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