Crisi Arezzo: gli errori di Ferretti. Ora gli aretini non possono stare alla finestra

Ferretti si disimpegna  e ci saluta. In arrivo altre penalizzazioni. Ma non è questo il punto. Resta da capire come questa stagione iniziata nel segno dell’asticella, finirà visto che si rischia di precipitare in un buco nero. La storia di Ferretti è finita come era cominciata. Avvolta dal mistero. Non si è mai capito come questo imprenditore romano è capitato da queste parti, che obbiettivi reali avesse, e se sia rimasto spiazzato dal ripescaggio visto che quando prese le redini della società, la squadra era in serie D. A Ferretti non abbiamo chiesto nè simpatia tantomeno accondiscendenza. Ma solo un rapporto leale. E’ opportuno dargli atto che di soldi ce ne ha messi, ma non è mai riuscito a costruire un progetto serio e un feeling con la piazza lui che aveva preso a calci nel sedere i “rubbagalline” quando entrò nella stanza dei bottoni di Piazzale Lorentini. Poi un continuo agire in quelle montagne russe che si è creato ad arte nella ossessiva ricerca del nemico. Quando questo lo ha individuato nella parte più accesa del tifo, Ferretti ha cercato bene di favorire l’incidente con il pretesto dello scontro e della successiva (poi avvenuta) rottura. Ha usato i social per andare senza rete. Nel compenso in questi anni ha cambiato allenatori e direttori sportivi. Si è costruito la figura del direttore generale a cui ha affidato una bella responsabilità, non ha assolto agli adempimenti minimali e regala alla squadra una precarietà conclamata e un futuro senza …futuro. Che fosse in difficoltà lo si era ben compreso dopo la farsa Nuccilli della scorsa primavera. Quello è stato il punto di non ritorno. Nel frattempo la città gli è venuta incontro visto che il Comune lo ha messo nella condizione di gestire lo stadio e dotarsi della struttura delle Caselle nonostante il pesante fardello di un vincolo giudiziario. Importanti imprenditori sono stati vicini. Ora non restano che le macerie. Una squadra che non potrà nemmeno puntare sui giovani da valorizzare visto che la carta di identità è la più vecchia del girone. La stagione è partita con il piede sbagliato, con l’allenatore sbagliato e si limita ad attestare che questo Arezzo è messo male perchè rischia di finire allo sbando. E’ un film già visto 26 anni fa. Quello del 2010 ebbe una trama simile visto che il Presidente di allora decise “motu proprio”, di chiudere la sua esperienza per una ripicca. Ci sarà qualcuno disposto ad accollarsi le sofferenze e permettere alla squadra di chiudere la stagione in maniera tranquilla? Sarà opportuno che tutti facciano la loro parte, per le responsabilità che competono. Non possiamo permetterci un’altra figuraccia. Non ci sarebbero margini per ripartire ancora dalla Serie D. Per Arezzo sarebbe un’altra occasione persa.

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