Push the Sky Away: l’anima di un uomo

“I am alone now. I am beyond recriminations. The curtains are shut. The furniture has gone. I am transforming. I am vibrating. I am glowing. I am flying. Look at me now. I am flying. Look at me now.”

“Sono da solo, adesso. Sono senza recriminazioni. Le tende sono chiuse. I mobili andati. Sono in trasformazione. Sto vibrando. Sto brillando. Sto volando. Guardatemi adesso. Sto Volando. Guardatemi adesso.”

Jubilee Street – Nick Cave

Incatenato nelle proprie tenebre, Nick Cave contempla la propria anima tormentata, racconta la propria inquietudine, racconta la propria sofferenza fissando il mare e ripercorrendo la sua vita. Un disco in cui la sua voce è in primo piano, un disco in cui riemergono i più oscuri Bad Seeds, un disco, che grazie a suoni rarefatti e ai loop minimali quasi ossessivi, genera una tensione, alternata da rari momenti di quiete, ma che lentamente si fa sempre più inflessibile come se l’apocalisse fosse imminente. Questo è “Push the Sky Away”.

Il pianoforte che batte come a segnare il tempo che scorre inesorabilmente, la voce di Cave accompagnata da un coro femminile ed una melodia triste, “We No Who U R” definisce l’anima del cantautore e descrive un’atmosfera sospesa in cui all’albero non interessa cosa l’uccellino sta cantando, io (Nick Cave) non ha bisogno di redenzione o di redimersi, ma può respirare immerso nella rugiada del mattino. Concludendo il brano con il presagio: “E noi sappiamo chi siete, e sappiamo dove vivete, e sappiamo che non c’è bisogno di perdonare ancora.”

I nervi si distendono con “Wide Lovely Eyes”, in cui viene descritta la bellezza della creatura femminile, i tratti sensuali ed angelici, gli occhi belli e profondi della sirena che con le belle movenze selvagge e le mani come farfalle accarezza le onde d’amore, capace di incantare colui che la osserva dalla finestra portandolo all’assuefazione ed iniziando un cammino verso il tunnel scuro che lo porterà al mare.

Un’atmosfera sinistra ed inquietante, caratterizzata dal violino ed un basso insistente, racconta ciò che accade sulla riva del mare, “Water’s Edge”, descrive come avvengono i giochi di seduzione tra le ragazze provenienti dalla capitale, disinvolte, che ballano in riva al mare, agitando il culo e le loro gambe larghe, aperte al mondo come bibbie pronte ad essere trafitte, e i ragazzi del posto, assetati ed eccitati, nascosti dietro alle dune a pensare a come è difficile provarci con le ragazze mentre il narratore osserva la scena, vede il brivido d’amore ed avverte che “tu sei diventato grande e freddo.”

Lungo “Jubilee Street”, in cui peccatori vengono assolti dalle loro colpe, viene narrata una storia in cui il sacro ed il profano si intrecciano fino a far scoprire il Nick Cave più profondo, un Nick Cave che porta la sua ruota d’amore ma anche un po’ di dolore, intimorito dalla donna che ha con se un libretto nero nel quale il suo nome è impresso in ogni pagina, subisce una lenta metamorfosi, accompagnata da un crescendo di archi, fino al culmine in cui ammette di aver rimesso tutte le proprie colpe, indossa giacca e cravatta e vola, libero, ripulito da ogni peccato, in solitudine, verso Jubilee Street.

“Mermaids”, una ballata in cui il suono delle chitarre e riempito dalle tastiere, vede l’osservatore narratore che sta osservando gli scogli in cui ci sono le sirene che stanno prendendo il sole fino al momento in cui scivolano indietro e ritornano verso il mare: “Tutti quelli che vengono, tutti quelli che vanno, verso l’acqua. E tutti quelli che vengono, tutti quelli che vanno, verso il mare.”

Il riff di basso tormentoso conduce assieme alle corde di violino “We Real Cool”, un brano dai tratti antichi in cui l’autore si interroga su chi ha originato il mondo, e nel caso in cui non riesci più a ricordare, il moderno può aiutarti, “Wikipedia è il paradiso.”

“Finishing Jubilee Street” è il risveglio da un sonno profondo, il narratore sposato con una giovane donna dai capelli neri la cui ombra, come un ragno, vola tra le pareti spaventando i bambini è la conclusione di Jubilee Street aprendo così alla ballata blues oscura “Higgs Boson Blues”. Una ballata lenta ed ipnotica in cui l’intensità vertiginosa della voce di Cave racconta gli alberi in fiamme, le strade buie da percorrere, un viaggio che si muove tra la Ginevra scientifica in cui è studiato il bosone di Higgs, la particella di Dio, e la maledetta Memphis in cui riemerge il fantasma di Robert Johnson che suona una chitarra da 10 $ con l’ombra di Lucifero alle proprie spalle e la doppia identità Hannah Montana che fa un safari e Miley Cyrus che fluttua in piscina mentre fuori, lungo le strade oscure, inizia a scendere la pioggia e a rendere tutto tremendamente ancora più triste.

La sola tastiera, una voce ferma, un’atmosfera eterea, indefinita esprimono il messaggio dell’enigmatica “Push the Sky Away”, la title-track del disco. Spingere via il cielo, continuare a spingere per superare il proprio limite fino a giungere al centro dell’anima o continuare a spingere per allontanare la paura dalla morte?

“And some people say it’s just rock and roll. Ah but it gets you right down to your soul. You’ve got to just keep on pushing it. Keep on pushing it. Push the sky away. You’ve got to just keep on pushing it. Keep on pushing it. Push the sky away.”

“Alcune persone dicono che è solo rock’n’roll. Oh, ma arriva dritto alla tua anima. Devi solo continuare a spingere. Continuare a spingere. Spingere via il cielo. Devi solo continuare a spingere. Continuare a spingere. Spingere via il cielo.”

Push the Sky Away – Nick Cave

#TeletruriaGiovani è un nuovo progetto coordinato da Teletruria, nato dalla volontà di dare voce ai giovani. Il team di #TeletruriaGiovani è formato esclusivamente da ragazzi under 40 non giornalisti che, per il gusto di scrivere e per la passione di condividere le loro esperienze, hanno deciso di curare delle rubriche tematiche. I ragazzi sono tutti volontari e scelgono in autonomia i temi su cui scrivere.

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