Morte in ospedale, eseguita l’autopsia

“Caso raro, complesso e instabile”. Così si sono espressi i medici dell’equipe di medicina legale di Siena, guidata dal professor Mario Gabrielli, dopo l’autopsia eseguita sul corpo di Cinzia Patricolo, la 47enne aretina morta venerdi scorso alle 3 del mattino dopo 17 ore di permanenza al Pronto Soccorso dell’ospedale San Donato di Arezzo. La donna, a cui era stata diagnosticata una pancreatite, è morta per il rovesciamento dell’intestino e il conseguente strozzamento dell’aorta. Stando a quanto emerso, l’autopsia avrebbe evidenziato la presenza sia della pancreatite, sia del volvolo intestinale che penetrando attraverso un foro di circa 6 centimetri nell’intestino ne avrebbe poi provocato il rovesciamento e la morte. L’esame, iniziato alle 9,40 di questa mattina, si è concluso alle 12. Tra 60 giorni saranno disponibili i risultati istologici e tra 90 la consulenza del professor Gabrielli. Ancora da capire se il ritardo con il quale è stata fatta la diagnosi chiara abbia reso vano l’intervento chirurgico a cui è stata sottoposta in serata e ne abbia provocato la morte. Il sostituto procuratore di Arezzo Lucia Taddei che conduce le indagini ha inviato sette avvisi di garanzia a quattro medici del pronto soccorso e a tre radiologici che saranno rappresentati da un pool difensivo costituito dagli avvocati Luca fanfani, Piero Melani Graverini e Antonio Bonacci con consulente di parte Pasquale Giuseppe Macrì mentre consulenti del pm sono Mario Gabrielli e Gabriele Benvenuti e Simone Santopietro è il perito della famiglia rappresentata dall’avvocato Donata Pasquini.

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