Carceri, parla Corleone dopo incontro con i sindaci toscani

Come Garante regionale dei detenuti non faremo sconti: tutte le normative per noi sono fondamentali e non possono essere disattese. E valuteremo cosa fare per tutte quelle trascurate in questi anni». Così il garante dei detenuti della Toscana Franco Corleone, oggi a margine di un incontro con i garanti dei Comuni toscani che si è tenuto in Consiglio regionale. L’incontro arriva in vista delle nuove nomine dei direttori delle carceri e all’indomani dell’entrata in vigore dei decreti attuativi della riforma penitenziaria. «La promessa della grande riforma per il carcere – ha spiegato Corleone – si è conclusa non con grande soddisfazione, perché il progetto di articolare un’espansione delle misure alternative è stato ridotto dal nuovo Governo e dal nuovo Parlamento, e contemporaneamente siamo di fronte a un aumento dei detenuti, oggi in Italia circa 60mila». Tra i problemi evidenziati, anche la mancanza di interventi sulla salute mentale negli istituti. Di fronte a questi due fatti, ha proseguito il garante «è indispensabile restituire speranza al mondo del carcere, la speranza che la vita quotidiana possa migliorare». In questo senso importante è l’avvio dei lavori inseriti nel vecchio piano per le carceri, che per la Toscana prevede 18 progetti che saranno ultimati tra il 2019 e il 2020 per oltre otto milioni di euro. Tra questi, ha aggiunto Corleone, i lavori per la riapertura di parte del carcere di Arezzo e per nuovi spazi a Lucca; a Livorno sarà realizzata la cucina per l’alta sicurezza, a Volterra sarà realizzato un progetto per il teatro e, a Pisa «verrà finalmente garantita la riservatezza nei bagni della sezione femminile». A Firenze infine il progetto di destinare il carcere Gozzini a una «dignitosa detenzione femminile»

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