Processo Martina Rossi, la parola tocca alle difese. Buricchi smonta la tesi dell’accusa

“Un ragazzo buono, che ad ogni accenno di rissa si allontanava, che fa volontariato può costruire una versione così machiavellica, concordandola al momento con l’amico, mentre Martina cade, pensando anche a rimettere tutto a posto in camera?” Se lo è chiesto l’avvocato Stefano Buricchi difensore di Luca Vanneschi imputato insieme ad Alessandro Albertoni di tentata violenza e morte in conseguenza di altro reato per i quali il pm Roberto Rossi ha chiesto sette anni. Il caso è quello di Martina Rossi la studentessa morta il 3 agosto 2011 precipitando dal balcone dei due imputati a Palma di Maiorca. “Nei casi di suicidio accaduti negli ultimi anni come per esempio quello di Rossi di MPS non c’è mai stato un testimone ma qui invece c’è la cameriera Francesca Puga che ha visto Martina cadere ed ha riferito che la giovane non ha urlato nel precipitare, che era sola, che nessuno la inseguiva e che la balaustra era di vetro trasparente e che Martina secondo lei si lascio’ cadere nel vuoto volontariamente – ha detto Buricchi che ha aggiunto “Il racconto dei ragazzi trova riscontri precisi in tutte le circostanze ma soprattutto durante le indagini non sono mai state trovate tracce di violenza sessuale. Ne del resto dalle foto si evince confusione o disordine in camera, particolare che contrasta con un tentativo di violenza. Quanto alla testimonianza dei turisti danesi – ha aggiunto Buricchi – non è perfettamente lucida dal momento che sia lui che la figlia furono svegliati da un urlo ma non fecero nulla. Riferirono che c’erano persone che strillavano giù a terra ma che pensavano si trattasse di ubriachi. Dalla camera di fianco non hanno mai sentito nulla”. Durante le circa tre ore di arringa l’avvocato ha smontato, dalla sua visuale e motivando ogni conclusione, tutti gli aspetti della requisitoria del pm Roberto Rossi ponendo l’attenzione sul ragionevole dubbio che il caso suscita. “Non propendo per il suicidio – ha detto – ma perché escluderlo. Non lasciate che il tarlo del dubbio divori il mio assistito

Condividi l’articolo

Vedi anche: