“Atto di indirizzo su Banca Etruria nostra e non di Bracciali” nota di Scapecchi, Bardelli e Bonacci e commento di “Ora”

Esprimiamo grande soddisfazione per l’approvazione all’unanimità dell’atto di indirizzo su Banca Etruria, fin da subito avevamo auspicato una convergenza di tutto il Consiglio Comunale su un documento unitario, non avrebbe avuto senso dividersi su un tema così trasversale e così importante per tutti i cittadini.

Ringraziamo quindi, oltre ai gruppi di maggioranza che ci hanno sostenuto, anche i consiglieri dell’opposizione che hanno messo da parte ogni distinguo e hanno contribuito a dare un forte mandato al Sindaco che aveva esplicitamente chiesto unità d’intenti.

In proposito teniamo a precisare, non per fare polemica ma per correttezza e dovere di cronaca, che non c’è stata alcuna convergenza sul documento del consigliere Bracciali, che anzi lui stesso ha esplicitamente ritirato, ma abbiamo invece approvato tutti insieme un nuovo documento che riporta sostanzialmente il testo iscritto all’ordine del giorno e proposto inizialmente da noi, arricchito da piccole osservazioni che non lo modificano nella sostanza. Dispiace leggere a mezzo stampa prese di posizioni e attribuzioni di merito personali di Bracciali, per le quali ci aspettiamo una pronta smentita, quando il risultato di ieri è frutto del lavoro di tutto il Consiglio Comunale e non di qualcuno in particolare.

Nel rispetto dell’autonomia dell’azienda, il Sindaco Ghinelli si è impegnato a chiedere un incontro ai commissari della banca, che dallo scorso 11 febbraio hanno assunto il controllo dell’istituto, per essere messo al corrente in merito ai temi di stretta attualità, quali l’eventuale ingresso del fondo interbancario per la tutela dei depositi nel capitale sociale, le prospettive di aggregazione con altre banche e la tempistica per la trasformazione in società per azioni, come imposto dalla vigente normativa.

Banca Etruria è da oltre 130 anni azienda di riferimento del territorio aretino, conta oltre 60.000 soci e dà lavoro a circa 1.650 dipendenti, più di un terzo della compagine sociale e quasi la metà dei dipendenti risiedono in provincia di Arezzo. Non potendo ovviamente trascurare questi dati, abbiamo quindi deciso che con il più ampio coinvolgimento del Consiglio Comunale vengano promossi incontri con i sindacati e con le associazioni che raccolgono le istanze dei soci e dei dipendenti.

Infine, essendo la banca interessata dal provvedimento di inizio anno con il quale il Governo ha disposto la trasformazione in società per azioni delle prime dieci banche popolari del Paese, ci siamo posti il problema di come, una volta compiuto questo grande passaggio, che sarebbe comunque avvenuto a prescindere dalla crisi bancaria, possa essere mantenuto il legame di Banca Etruria con la città. Non è sterile campanilismo ma il riconoscimento del ruolo che la banca ha avuto e che vogliamo continui ad avere nell’economia locale, attraverso l’erogazione del credito a famiglie e imprese, mediante il sostegno alle iniziative culturali e attraverso l’occupazione diretta e indiretta determinata dall’indotto.

L’unica strada che riteniamo utile a questo fine è quella che porta a un mantenimento di quote significative di capitale in città, tali da poter esprimere una rappresentanza nel nuovo consiglio d’amministrazione della banca. L’atto di indirizzo approvato prevede infatti che venga promosso un tavolo provinciale con le categorie economiche, le istituzioni cittadine e provinciali, i consiglieri regionali e i parlamentari del territorio oltre a tutti i soggetti interessati, affinché con l’impegno di tutti, una volta terminato il lavoro dei commissari, Banca Etruria resti la banca di riferimento di Arezzo e degli aretini.

 

comunicato stampa

 

L’atto di indirizzo su Banca Etruria approvato all’unanimità dal Consiglio Comunale di ieri è un fatto politico importante, a dimostrazione che su certi temi le posizioni possono tranquillamente convergere senza che nessuno possa gridare all’inciucio.
Quindi, a fronte della giusta richiesta del sindaco di un mandato ampio ad agire, bene ha fatto il consigliere Bracciali a ritirare il suo atto di indirizzo e a sottoscrivere, assieme ad altri consiglieri, il nuovo documento che è stato poi approvato.
Per questo ci stupiscono, e non poco, le dichiarazioni di oggi dello stesso Bracciali che si appropria indebitamente di meriti che non gli appartengono, sostenendo “il fatto che il Consiglio Comunale abbia fatto proprio l’atto di indirizzo che ho presentato e che è stato arricchito dal dibattito in aula”.
Quando mai?
Le cronache di ieri, narrano pedissequamente i fatti; citiamo testualmente Bracciali: “…a fronte di questa discussione ritiro il mio atto di indirizzo e aderisco al nuovo atto…..”.
Nuovo atto che, peraltro, ricalca pressochè in toto quello originariamente presentato da Scapecchi e Bardelli di FI e Bonacci di OraGhinelli.
E’ un peccato che un momento di “buona politica” debba essere deturpato da smania di visibilità.

 

comunicato stampa

 

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