Vecchia Bpel, Santoni chiede maxi risarcimento

Il commissario liquidatore di Banca Etruria Giuseppe Santoni ha inviato una lettera  a tutti gli amministratori susseguitisi negli ultimi sette anni con una richiesta danni pari a 300 milioni per chi ha trascinato Bpel all’insolvenza poi dichiarata l’11 febbraio 2015. I destinatari della richiesta sono 35, sparsi in tre diversi consigli d’amministrazione più i componenti dei collegi sindacali. 8,5 milioni a testa. Da versare, secondo il liquidatore, entro 30 giorni dalla data di invio ovvero il 17 marzo.  Alla scadenza del 17 aprile, il commissario, adirà le vie legali, avviando l’azione di responsabilità. La notizia della lettera, rimasta finora sottotraccia, è trapelata su alcuni quotidiani nelle edizioni di questa mattina. La loro, per il commissario, è una responsabilità in solido, cioè ognuno paga anche per chi non fosse in grado di farlo. Dentro tutti i vertici: l’ultimo presidente Lorenzo Rosi, i suoi vice Alfredo Berni e Pierluigi Boschi, il padre del ministro Maria Elena, l’ex direttore generale Luca Bronchi, il presidente precedente Giuseppe Fornasari con i suoi vice Giovanni Inghirami e Giorgio Guerrini. Le accuse: “aver concorso in modo commissivo e/o omissivo nelle gravi irregolarità di gestione”, “aver erogato e gestito  finanziamenti e mutui anche in conflitto di interessi”. E ancora: “depauperamento del patrimonio sociale; ostacolo alla vigilanza della Banca d’Italia”.

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