La Procura di Bergamo mette sotto accusa UbiBanca

La procura di Bergamo ha chiesto il rinvio a giudizio di 31 soggetti (30 persone più lo stesso istituto bancario) per l’inchiesta che ha coinvolto i vertici di Ubi dal 2009 al 2015, accusati di aver ostacolato il lavoro delle autorità di vigilanza e di aver influenzato illecitamente le decisioni dell’assemblea. Secondo i magistrati, l’obiettivo era gestire l’istituto, determinando le nomine, attraverso un’intesa nascosta a Consob e a Bankitalia. Nella richiesta di rinvio a giudizio, i pm descrivono il ruolo delle due «anime» di Ubi: quella bresciana, legata a Banca Lombarda, e quella bergamasca, riferita a Bpu, i due istituti che, fondendosi, dettero vita a Ubi. Secondo l’accusa, in Ubi c’era una «cabina di regia» che decideva le nomine degli organi dell’istituto e delle sue partecipate e che riusciva a influenzare «con atti simulati o fraudolenti» l’orientamento dell’assemblea, utilizzando la rete di Ubi Banca per raccogliere deleghe.

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