Droga, minorenni con coma etilici, ma qualcuno se ne è accorto?

Non passa giorno che la cronaca offre spunti di riflessione che vanno oltre il fatto in quanto tale. Morale ad Arezzo c’è un allarme sociale che mette in primo piano i giovani. In pochi giorni si è passati dal ritrovamento del cadavere di un clochard ucciso dal freddo, ad una ragazzina di 16 anni in preda a coma etilico davanti alle scale mobili. In mezzo spicca il grido d’allarme lanciato dal responsabile del Sert che sottolinea come la situazione ad Arezzo stia degenerando al punto che rischia un punto di non ritorno. Le cause sono molteplici: dalla perdita dei valori, allo scarso rispetto per la persona, al decadimento di una società che ha perso determinati parametri. L’uso delle droghe più o meno leggere si accompagna allo smodato utilizzo di alcolici, per troppo tempo tollerato.  Le famiglie non possono certo delegare ad altri le responsabilità visto che certi problemi, in primis, devono essere risolti tra le mura di casa. Il quadro complessivo che ne esce è davvero preoccupante. Che risposte bisogna dare? Non certo di carattere sociologico, e neppure di sola repressione visto che ad ogni atto di questo tipo, ne corrisponde uno con effetti opposti. Nei giorni scorsi, chi opera a stretto contatto con i cittadini ci ha confidato come  non abbia gli strumenti per poter prevenire certi problemi proprio perchè non ha i mezzi per poterlo fare. L’assessorato al sociale è consapevole che siamo al limite? Oppure si pensa che sia un problema della polizia locale? Giusto chiedersi quanto investa il comune su questo fronte, che di giorno in giorno regala un quadro sempre più di vera emergenzialità. Insomma la lampadina è accesa. Sarà bene che chi è preposto, non faccia finta che il problema non lo riguardi, e abbia il coraggio, prima di tutto civico, di prendere di petto la situazione.

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