A proposito di case antisismiche e centri storici

Tutto potrebbe partire dalla Due Mari e da quello che ha portato all’inchiesta, condotta dalle procure di Arezzo e Forlì, che ipotizza l’utilizzo di materiale di scarsa qualità come causa all’origine del dissesto che ha reso e rende la strada impossibile da praticare. Partendo da li si potrebbero già fare congetture senza timore di sbagliare. Il patrimonio edilizio non è sano e questo i terremoti recenti lo dimostrano. Borghi medievali a parte, perchè Federico II quando fondò l’Aquila non poteva certo sapere che era in zona sismica, le case costruite tra gli anni 50 e 90 non presentano certo caratteristiche antisismiche dal momento che non erano contemplate da nessuna parte.  Ma questo va ammesso senza creare alcun allarmismo, anche in presenza di materiali scadenti, perchè comunque Arezzo è ai margini della zona a rischio e oltre ad avvertire con più o meno intensità le scosse, non ha problemi in tal senso.  Il patrimonio edilizio costruito successivamente dovrebbe aver osservato i criteri imposti dalla legge dunque essere sicuro. Quanto ai centri storici questa volta il parametro è storico. In Toscana prima i Medici poi gli Asburgo Lorena hanno lavorato alla costruzione delle città con criteri moderni per l’epoca rendendo dunque i borghi più solidi rispetto ad altre zone che, pur bellissime, hanno vissuto secoli più bui. Se vogliamo comunque fare prevenzione occorre limitare la burocrazia, abassare i prezzi di costruzione e cercare di rendere a disposizione di tutte le tasche case antisismiche ma antisismiche sul serio.

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