La malattia di Marchionne e l’autogol di Enrico Rossi

D’ estate le sortite politiche hanno sempre un effetto particolare. Sotto l’ombrellone possono nascere crisi che rimettono in moto processi e confronti. Poi capita che succedano fatti che si commentano da soli. Quello che sta accandendo a Fca non è certo un affare che riguarda la fabbrica torinese. Il forzato cambio della guardia che ha portato alla fine dell’era Marchionne interessa di riflesso tutta l’Italia. Stiamo parlando della fabbrica simbolo, dell’azienda che ha sempre condizionato, nel bene e nel male, gli interessi socio economici nel nostro Paese. Ora che Fiat è diventata Fca e che ha assunto un brand mondiale, la partita diventa ancora più complicata. Le condizioni di salute di Marchionne hanno imposto questo cambio da parte della proprietà. Sorprendenti caso mai sono stati certi commenti che potevano essere evitati. C’è in ballo prima di tutto la vita di una persona, potente quanto vuoi, ma alla fine debole davanti al male che lo ha aggredito. Se da una parte l’azienda ha voluto dare un segnale, visto che la posta in gioco è altissima,chi si è dilettato a dare giudizi sull’uomo, sul manager che ricordiamo è ricoverato morente in una stanza di una clinica svizzera, ha fatto una mossa di pessimo gusto. In questo gruppo è finito anche Enrico Rossi. Lipperlì credevamo che fosse una fake news, ma invece il post pubblicato è tutto vero. Non si capisce perchè il numero uno della nostra Regione sia voluto entrare nel momento peggiore, in un vortice polemico che non ha ragione. Rispettiamo il dolore di una famiglia e il dramma di un uomo. Per le parole bastano e avanzano le campagne elettorali. Quello di Rossi è stato un vero autogol.

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