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Fa piacere che dopo Lucia De Robertis un altro esponente della passata amministrazione si accorga solo adesso di ciò che non hanno fatto quando erano al potere. Dopo le dichiarazioni di Pasquale Macrì ci sentiamo obbligati a intervenire nuovamente sul dibattito, per smentire completamente quanto dichiarato nel corso del servizio. Per cercare di tamponare alle mancanze della passata amministrazione di cui ha fatto parte fino a pochi mesi fa, Macrì afferma che, per la fruizione della basilica si devono modificare due cose: “permettere, almeno una volta l’anno, l’ingresso gratuito ai residenti”, proposta peggiorativa dell’attuale situazione. Vogliamo infatti informare l’ex assessore Macrì che i residenti e non solo entrano gratuitamente 12 volte l’anno, la prima domenica del mese, come da decreto Franceschini. Questo decreto istituisce la Domenica al Museo nel corso della quale, ogni prima domenica del mese, tutti i luoghi di cultura statali sono visitabili gratuitamente. Per Arezzo, però, la Domenica al Museo coincide con la Fiera Antiquaria creando innumerevoli problematiche per la fruizione del sito, legato alla contingenza di gruppi non superiori alle 25 unità per ogni 30 minuti.

 

Comunicato stampa

Secondo: “gli accompagnatori che portano i gruppi devono entrare gratuitamente”. Anche su questo punto Macrì non è informato o fa disinformazione. Le guide turistiche e non gli accompagnatori, due figure professionali completamente diverse per competenze, hanno accesso gratuito in tutti i musei statali così come nei musei regionali e comunali sia durante lo svolgimento del loro esercizio sia per ragioni di studio e aggiornamento.

Quindi, dove sono le proposte? Perché Macrì non ha fatto l’unica dichiarazione che poteva e doveva fare? Avrebbe dovuto proporre di ripristinare l’accesso gratuito alla basilica, facendo riferimento a un documento della CEI del 2012 riguardante l’accesso alle chiese. Lo riportiamo: Secondo la tradizione italiana, è garantito a tutti l’accesso gratuito alle chiese
aperte al culto, perché ne risalti la primaria e costitutiva destinazione alla preghiera liturgica e individuale. Tale finalizzazione è tutelata anche dalle leggi dello Stato. L’adozione di un biglietto d’ingresso a pagamento è ammissibile soltanto per la visita turistica di parti del complesso (cripta, tesoro, battistero autonomo, campanile, chiostro, singola cappella), chiaramente distinte dall’edificio principale della chiesa, che deve rimanere a disposizione per
la preghiera.

Se questo non bastasse facciamo riferimento all’art. 3 della Costituzione che recita: È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana.
Invitiamo pertanto Pasquale Macrì e gli altri ex assessori che vorranno esternare considerazioni  e dispensare consigli sull’argomento, di informarsi meglio e di colmare alcune loro lacune.
Solo così, crediamo, possono contribuire a un dibattito serio e propositivo sulla cultura della città. Sollecitiamo l’attuale amministrazione affinché ora sciolga questo nodo.

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