Romizi, Rossi, Caporali: dispiaciuti esito voto fine vita

 Dispiaciuti per l’esito del voto sull’atto di indirizzo sul fine vita. Bastava un voto in più per passare, uno solo. E questo poteva venire da almeno un componente di alcuni gruppi consiliari che avevano mesi fa sottoscritto l’atto e poi in aula si sono distinti per i loro… distinguo. Paradossale che negli interventi di questi consiglieri comunali si siano fatte grande enunciazioni di libertà di coscienza e si sia poi data indicazione di voto negativo.La cultura sottesa al nostro atto era liberale, contro ogni ingerenza statale in decisioni etiche e soprattutto individuali. Con l’atto di indirizzo chiedevamo al Consiglio Comunale di invitare il Parlamento ad approvare al più presto una legge in materia e a sindaco e giunta di dare maggiore visibilità e informazione alla possibilità, concessa a ogni cittadino, di depositare presso il Comune di Arezzo la propria dichiarazione di volontà, visto che esiste, ed è bene ricordarlo, il registro dei testamenti biologici. Respingiamo perciò l’accusa di cultura della morte per rivendicare invece la piena autonomia individuale sulle scelte inerenti il proprio corpo. 

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