Pergine, nuova iniziativa del Comitato del No alla fusione con Laterina

Non c’ è stata, con la fretta della fusione, una comunicazione chiara ai cittadini. La gente fuori parla della sede del nuovo Comune, ma gli amministratori dicono che non cambierà nulla, quando poi sappiamo che non è così. Se ci sarà la fusione, la sede provvisoria del Comune, come è scritto nella proposta di legge regionale concordata con i sindaci, sarà Laterina, ma dopo pochi anni, il capoluogo sarà portato a Ponticino che diventerà il centro del territorio. Di conseguenza gli altri paesi saranno periferia del nuovo Comune e questo lo si vede bene se ci si mette davanti ad una cartina geografica. Ma conviene a Ponticino, per avere il Capoluogo, far diventare periferia il Comune di Pergine e dopo anche Laterina? Perché con un territorio così grande avranno spese ingenti di manutenzione e gestione dei servizi, con i soldi della fusione realizzeranno un po’ di opere a Ponticino, ma dovranno tagliare negli altri paesi che, di conseguenza, cominceranno a protestare, nasceranno i comitati e vi sarà un clima di conflittualità perché i soldi non basteranno per tutti . Ma se si vuole il Capoluogo a Ponticino perché non farlo con il Comune di Laterina? Tra un anno e mezzo ci sono le elezioni per i sindaci, che Ponticino diventi Capoluogo lo si sottoponga al giudizio dei cittadini, è una strada più diritta e regolare di farlo senza scrivere nulla nel programma , come con la fusione. Si parla dei soldi che arriveranno, tra l’altro non certi, ma non dei servizi che verranno persi nel tempo a cominciare dalla caserma di Pergine, o delle poste , della Usl, delle banche, che ridurranno le aperture o chiuderanno le sedi periferiche per accentrare su Ponticino. Se da due comuni se ne fa uno solo perché le altre aziende dei servizi devono tenere i doppioni nel territorio di un solo Comune ? La chiusura della caserma di Laterina è un esempio fra i tanti. E le scuole? Nel Comune unico verrà creato dopo qualche anno un polo comunale e si porteranno gli studenti con gli scuolabus. E allora quanto costerà ai cittadini perdere un servizio fondamentale e spostarsi in un’altra sede? I Comuni sono soggetti fondamentali di partecipazione e di vicinanza per i cittadini, un patrimonio di popolo, di storie, di tradizioni, che non può e non deve essere cancellato per sempre, perché dalla fusione non si torna indietro. Un no convinto il mio per il referendum del 29 Ottobre.

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