E45, i pm ipotizzano la truffa, perizia conferma i dubbi

Una perizia che parla chiaro e conferma molti sospetti. Già ieri molti quotidiano avevano ripreso ciò che per primo il Messaggero Umbria aveva pubblicato, ovvero che per realizzare la E45 furono realizzati materiali scadenti. Peggio ancora per effettuare lavoro di manutenzione. La relazione del consulente è stata consegnata al pm Sottani di Forlì che insieme al collega Roberto Rossi di Arezzo indaga sulla strada dello stento quella cioè che non solo non è mai stata finita ma che purtroppo rischia pure di trasformarsi in un viottolo viste le continue chiusure e fatti presente i costanti interventi per mettere pezze o ricostruire interi viadotti. L’analisi consegnata a Sottani sui lavori effettuati lungo la E45 nel periodo dal 2010 al 2014 ha una connotazione precisa. Secondo indiscrezioni, fortemente avvalorate, il materiale utilizzato non è stato giudicato di qualità dignitosa per una strada che deve sopportare il passaggio di autovetture, camion e autoarticolati, quest’ultimi in misura cospicua. Poco resistenti non risulterebbero solo bitume, cemento e affini, ma anche le tecniche di costruzione . L’ipotesi reato non a caso è quella di truffa, 22 sono le persone indagate in questo ambito, finalizzata a creare un cantiere perpetuo a vantaggio delle tasche delle società appaltanti e a discapito della velocità dei collegamenti e della sicurezza di chi la E45, peraltro ottima alternativa qualora funzionasse, alla A1.

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