L’addio di Pavanel, commozione al momento dei saluti

Se ne va con gli occhi lucidi il mister della resilienza. Sala stampa, lui in mezzo a Pieroni e Testini, di fronte alla platea che tante volte lo ha ascoltato. Quando ripensa a sabato sera, allo striscione dei tifosi dedicato al generale Massimo, alle truppe pronte a una nuova battaglia, Pavanel interrompe la conferenza e resta in silenzio. Non è un addio indolore, anzi. La commozione c’è e si vede.”Non avrei potuto dare più di quanto ho dato. Non avrei avuto più oggettività nel giudicare calciatori che mi hanno dato l’anima. Non sarebbe stato possibile per me indicare chi deve restare e chi no. E poi ho problemi personali, che non voglio mettere in piazza, che hanno influito. Me ne vado senza nulla in mano, senza trattative intavolate con altre società. Lascio il certo per l’incerto, ma non potevo tenere l’Arezzo appeso alle mie vicende. Questa gente mi ha dato tanto, forse più di quanto meritavo, e ho il dovere di essere onesto fino in fondo”. Ermanno Pieroni, che di calcio ne ha masticato a volontà, lo aveva introdotto con belle parole. ”Avrei voluto essere qui per annunciare la conferma di Pavanel, ma non è così. Gli faccio un grande in bocca al lupo, se lo merita”. Poco più in là Emiliano Testini, direttore sportivo all’inizio di carriera, sorpreso positivamente dal feeling che si è creato tra l’allenatore e la piazza.

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