Sagre, regolamento ok ora servono controlli per il bene di tutti

Era uno degli argomenti più sentiti del consiglio comunale, e dire che sul piatto c’erano anche il bilancio e il piano triennale delle opere pubbliche mica bruscolini. Ma ad Arezzo come nel resto del mondo al cibo non si resiste e dunque le attese erano tutte per il regolamento delle sagre paesane. Il nuovo documento è stato illustrato in consiglio da Francesco Macrì: “mettiamo regole e ordine in un fenomeno che ha assunto forme degenerate. Ad Arezzo – ha detto Macrì – si parla di 19-20 sagre, poi 4 o 5 ballano tutti gli anni, a livello provinciale siamo a decine e decine di eventi. La loro durata complessiva, a livello provinciale, supera i giorni dell’anno solare. Il vecchio regolamento fotografava semplicemente il fenomeno senza contenerlo. Con questo discipliniamo la loro riduzione generale, la durata, l’area di somministrazione e restituiamo un senso preciso a queste feste, che devono essere rivolte alla valorizzazione dei prodotti tipici.” Su questo si è dibattuto molto, la chiosa è stata affidata all’assessore Marcello Comanducci. “La singola sagra o il singolo evento – ha concluso la discussione l’assessore  – non crea problemi. Ma prese nel loro complesso, si tratta di un fenomeno che fattura 350 milioni di euro a livello nazionale. Dunque, va regolamentato. Quando ho chiesto agli uffici la rendicontazione delle sagre del territorio ho ottenuto la cifra di 530.000 euro relativa ai loro incassi. Il settore va rivisto, senza ucciderlo, su questo siamo tutti d’accordo, ma va messo in condizione di lavorare facendo. Il testo è passato con 19 voti favorevoli e 6 contrari. Ora però le associazioni chiedono vigilanza stretta per il bene degli esercizi pubblici e delle sagre stesse.

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